Art. 37-bis codice consumo - Tutela amministrativa dalle clausole vessatorie


Articolo 37 bis codice del consumo - Tutela amministrativa contro le clausole vessatorie


Ultimo aggiornamento del Codice dei Consumatori

Articolo 37 bis codice del consumo - Tutela amministrativa contro le clausole vessatorie - D.Lgs. 206/2005

Art. 37-bis - Tutela amministrativa contro le clausole vessatorie

1. L'Autorità garante della concorrenza e del mercato, sentite le associazioni di categoria rappresentative a livello nazionale e le camere di commercio interessate o loro unioni, d'ufficio o su denuncia, ai soli fini di cui ai commi successivi, dichiara la vessatorietà delle clausole inserite nei contratti tra professionisti e consumatori che si concludono mediante adesione a condizioni generali di contratto o con la sottoscrizione di moduli, modelli o formulari. Si applicano le disposizioni previste dall'articolo 14, commi 2, 3 e 4, della legge 10 ottobre 1990, n. 287, secondo le modalità previste dal regolamento di cui al comma 5. In caso di inottemperanza, a quanto disposto dall'Autorità ai sensi dell'articolo 14, comma 2, della legge 10 ottobre 1990, n. 287, l'Autorità applica una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000 euro a 20.000 euro. Qualora le informazioni o la documentazione fornite non siano veritiere, l'Autorità applica una sanzione amministrativa pecuniaria da 4.000 euro a 40.000 euro.
2. Il provvedimento che accerta la vessatorietà della clausola è diffuso anche per estratto mediante pubblicazione su apposita sezione del sito internet istituzionale dell'Autorità, sul sito dell'operatore che adotta la clausola ritenuta vessatoria e mediante ogni altro mezzo ritenuto opportuno in relazione all'esigenza di informare compiutamente i consumatori a cura e spese dell'operatore. In caso di inottemperanza alle disposizioni di cui al presente comma, l'Autorità applica una sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 euro a 50.000 euro.


3. Le imprese interessate hanno facoltà di interpellare preventivamente l'Autorità in merito alla vessatorietà delle clausole che intendono utilizzare nei rapporti commerciali con i consumatori secondo le modalità previste dal regolamento di cui al comma 5. L'Autorità si pronuncia sull'interpello entro il termine di centoventi giorni dalla richiesta, salvo che le informazioni fornite risultino gravemente inesatte, incomplete o non veritiere. Le clausole non ritenute vessatorie a seguito di interpello non possono essere successivamente valutate dall'Autorità per gli effetti di cui al comma 2. Resta in ogni caso ferma la responsabilità dei professionisti nei confronti dei consumatori.
4. In materia di tutela giurisdizionale, contro gli atti dell'Autorità, adottati in applicazione del presente articolo, è competente il giudice amministrativo. È fatta salva la giurisdizione del giudice ordinario sulla validità delle clausole vessatorie e sul risarcimento del danno.
5. L'Autorità, con proprio regolamento, disciplina la procedura istruttoria in modo da garantire il contraddittorio e l'accesso agli atti, nel rispetto dei legittimi motivi di riservatezza. Con lo stesso regolamento l'Autorità disciplina le modalità di consultazione con le associazioni di categoria rappresentative a livello nazionale e con le camere di commercio interessate o loro unioni attraverso l'apposita sezione del sito internet di cui al comma 2 nonché la procedura di interpello. Nell'esercizio delle competenze di cui al presente articolo, l'Autorità può sentire le autorità di regolazione o vigilanza dei settori in cui i professionisti interessati operano, nonché le camere di commercio interessate o le loro unioni.
6. Le attività di cui al presente articolo sono svolte con le risorse umane, strumentali e finanziarie già disponibili a legislazione vigente.

(1) Art. inserito dall'articolo 5, comma 1, decr. legge n. 1/2012 convertito con modifiche dalla legge n. 27/2012.


Articolo commentato: L'art. 37-bis nel 2012 introduce da un lato una doppia tutela, dall'altro la novità dell'interpello. Così, accanto alla tutela ordinaria offerta ai consumatori con la l. n. 27/2012 è stata affiancata quella amministrativa offerta dall'Autorità Garante la quale può attivarsi d'ufficio o su dennuncia altrui per dichiarare la vessatorietà di clausole. E' interessante notare che, oltre alle "solite" sanzioni, è stata introdotta una nuova sanzione la quale è adeguata al presente periodo storico: l'Autorità può ordinare la pubblicazione del provvedimento che accerta la vessatorietà di una clausola proprio sul sito internet del professionista che ha dato luogo alla clausola vessatoria. L'altra novità è l'interpello. Il professionista interessato, attraverso l'interpello, può in via preventiva portare al vaglio dell'Autorità le clausole che intende utilizzare al fine di far decidere all'autorità medesima la preventiva vessatorietà o meno delle stesse. Le clausole che non siano state preventivamente ritenute vessatorie non possono essere oggetto di valutazione o controllo da parte dell'Autorità, fermo restando, per queste, la eventuale responsabilità nei confronti dei consumatori e del giudice ordinario. Che può succedere?
Paradossalmente, una clausosa che ritenuta lecita dell'autorità perchè ha passato l'interpello, può essere ritenuta vessatoria dal giudice ordinario... Cose all'italiana.




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