Art. 77 codice consumo - Risoluzione dei contratti accessori ipso iure o di diritto


Articolo 77 codice del consumo - Risoluzione dei contratti accessori ipso iure o di diritto e testo unico bancario


Ultimo aggiornamento del Codice dei Consumatori

Articolo 77 codice del consumo - Risoluzione dei contratti accessori ipso iure o di diritto e testo unico bancario - D.Lgs. 206/2005

Art. 77 Risoluzione dei contratti accessori

1. L'esercizio da parte del consumatore del diritto di recesso dal contratto di multiproprietà o dal contratto relativo a un prodotto per le vacanze di lungo termine comporta automaticamente e senza alcuna spesa per il consumatore la risoluzione di tutti i contratti di scambio ad esso accessori e di qualsiasi altro contratto accessorio.
2. Fatto salvo quanto previsto dagli articoli 125-ter e 125-quinquies del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, in materia di contratti di credito ai consumatori, se il prezzo è interamente o parzialmente coperto da un credito concesso al consumatore dall'operatore o da un terzo in base a un accordo fra il terzo e l'operatore, il contratto di credito è risolto senza costi per il consumatore qualora il consumatore eserciti il diritto di recesso dal contratto di multiproprietà, dal contratto relativo a prodotti per le vacanze di lungo termine, o dal contratto di rivendita o di scambio.


Articolo commentato e coordinato: Il primo comma dell'art. 77 statuisce il principio secondo il quale il recesso comporta la risoluzione ipso iure o di diritto di tutti i contratti accessori cioè collegati a quello principale: il recesso di quest'ultimo, si propaga agli altri dipendenti. Il comma 2 estende la risoluzione ad eventuali contratti di finanzimento cioè ricorre l'ipotesi quando il consumatore abbia proceduto all'acquisto della multiproprietà e degli altri contratti indicati attraverso un prestito. In questo caso, il recesso si estende anche al contratto di finanziamento collegato. Il comma 2 tuttavia fa salvi gli artt. 125-ter e 125-quinquies del Testo Unico Bancario (il d.lgs. 385/1993): vediamo cosa dicono questi due articoli di cui pubblichiamo il testo e che, come vedremo, rinviano al presente codice.


Testo integrale degli artt. 125-ter e 125-quinquies estratti dal Testo Unico Bancario:
Articolo 125-ter (1) (Recesso del consumatore)
1. Il consumatore può recedere dal contratto di credito entro quattordici giorni; il termine decorre dalla conclusione del contratto o, se successivo, dal momento in cui il consumatore riceve tutte le condizioni e le informazioni previste ai sensi dell’articolo 125-bis, comma 1. In caso di uso di tecniche di comunicazione a distanza il termine è calcolato secondo l'articolo 67-duodecies, comma 3, del Codice del consumo.
2. Il consumatore che recede:
a) ne dà comunicazione al finanziatore inviandogli, prima della scadenza del termine previsto dal comma 1, una comunicazione secondo le modalità prescelte nel contratto tra quelle previste dall’articolo 64, comma 2, del Codice del consumo;
b) se il contratto ha avuto esecuzione in tutto o in parte, entro trenta giorni dall’invio della comunicazione prevista dalla lettera a), restituisce il capitale e paga gli interessi maturati fino al momento della restituzione, calcolati secondo quanto stabilito dal contratto. Inoltre, rimborsa al finanziatore le somme non ripetibili da questo corrisposte alla pubblica amministrazione.

Articolo 125-quinquies (1) (Inadempimento del fornitore)
1. Nei contratti di credito collegati, in caso di inadempimento da parte del fornitore dei beni o dei servizi il consumatore, dopo aver inutilmente effettuato la costituzione in mora del fornitore, ha diritto alla risoluzione del contratto di credito, se con riferimento al contratto di fornitura di beni o servizi ricorrono le condizioni di cui all’articolo 1455 del codice civile.
2. La risoluzione del contratto di credito comporta l'obbligo del finanziatore di rimborsare al consumatore le rate già pagate, nonché ogni altro onere eventualmente applicato. La risoluzione del contratto di credito non comporta l'obbligo del consumatore di rimborsare al finanziatore l'importo che sia stato già versato al fornitore dei beni o dei servizi. Il finanziatore ha il diritto di ripetere detto importo nei confronti del fornitore stesso.
3. In caso di locazione finanziaria (leasing) il consumatore, dopo aver inutilmente effettuato la costituzione in mora del fornitore dei beni o dei servizi, può chiedere al finanziatore di agire per la risoluzione del contratto. La richiesta al fornitore determina la sospensione del pagamento dei canoni. La risoluzione del contratto di fornitura determina la risoluzione di diritto, senza penalità e oneri, del contratto di locazione finanziaria. Si applica il comma 2.
4. I diritti previsti dal presente articolo possono essere fatti valere anche nei confronti del terzo al quale il finanziatore abbia ceduto i diritti derivanti dal contratto di concessione del credito.

(1) Gli artt. 125-ter e 125-quinquies sono stati inseriti nel Testo Unico Bancario dall'art. 1 del decr. lgs. 13 agosto 2010, n. 141.




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