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Finanziamento e prestito con partita iva appena aperta


Finanziamenti per apertura con nuova partita iva e prestiti a protestati o cattivi pagatori con partita iva



Finanziamento & prestito con partita iva: trattiamo un argomento vastissimo che, sebbene, riunito sotto un sola voce (quella di essere titolari di partita iva), coinvolge una miriade di soggetti professionali i quali possono essere identificati anche tramite un'equazione: titolari di partita iva = lavoratori autonomi. Infatti, è proprio a quest'ultimi che fa capo la titolarità della partita iva. In sostanza si tratta di molteplici soggetti rientranti in diverse macro-categorie tra le quali ne citiamo alcune perchè sono le più note: gli artigiani, i commercianti, i liberi professionisti, gli agenti rappresentanti di commercio, gli imprenditori, etc. Per tutti questi è vero che vi sono delle forme di credito denominate prestiti con partita iva, ma è anche vero che i finanziamenti a loro destinati variano in base alla categoria di appartenenza nonchè al fatto che abbiano per es. una nuova partita iva cioè appena aperta oppure se hanno un'attività già avviata da tempo od ancora se hanno subito un protesto e/o una segnalazione come cattivi pagatori. Quindi, c'è titolare e titolare di partita iva!

Prestiti con partita iva appena aperta: chi ha aperto una partita iva da poco tempo, magari inattiva o poco movimentata, ha il problema dei requisiti alla base dell'operazione: prestito partita iva requisiti! Ci riferiamo sostanzialmente ai documenti che contengono la dichiarazione dei redditi la quale o ha redditi inesistenti o ridotti al lumicino. Cosa fare in un'ipotesi del genere? Beh, la soluzione migliore se siete titolari di una partita iva appena aperta è senzaltro quella di rivolgersi alla categoria alla quale si appartiene (Confcommercio, Confesercenti, Cisal, Felsa, etc.). Un esempio di cui trattiamo lo possiamo trovare a proposito dei prestiti per artigiani con partita iva su prestiti agevolati per artigiani 2021 dove sono evidenziati come l'associazione di appartenenza aiuti gli associati soprattuto in materia di garanzie tramite i Confidi. Sempre per ottenere dei finanziamenti con una nuova partita iva, ci possiamo rivolgere anche ad una tradizionale banca (per es. Unicredit) oppure a delle finanziarie (Compass, Findomestic, ecc.), ma in questo caso dovrà essere il titolare a prestare adeguate garanzie anche di terzi soggetti, almeno che, queste, non abbiano delle convenzioni con la vs. associazione e/o sindacato di appartenenza.

Aprire la partita iva con finanziamento a fondo perduto: se fino ad ora abbiamo indicato i casi di una nuova partita iva appena aperta, ora vi indichiamo, invece, quei casi in cui l'apertura della partita iva precede l'attività vera e propria: aprire partita iva con prestito d'onore o con resto al sud. In questi casi, tra i requisiti per richiedere un prestito con partita iva, paradossalmente, c'è quello di non avere una partita iva, la quale sarà aperta in un secondo momento. Poi, possiamo citare il prestito d'onore (ma non quello de Resto al Sud) che è un finanziamento a fondo perduto parziale ovvero tutti quei contributi approfondibili su prestiti a fondo perduto 2021 dove troverete un riferimento a quello del covid-19. Altra cosa ancora sono i prestiti per aprire partita iva. Trattasi in genere di finanziamenti destinati a soggetti giovani che vogliono mettersi in proprio aprendo una nuova p.iva.
Tutto il discorso cambia per quelle attività avviate e consolidate del tempo: in questo caso si tratta di prestiti per ampliamento attività. Per investire sull'ampliamento della propria attività, ancora prima di rivolgersi alle banche, è sempre preferibile, ove esistente, rivolgersi alla propria ass. di categoria: sarebbe l'unica in grado di farvi erogare prestiti agevolati per partita iva laddove, ricordiamo, l'agevolazione "cade" sul tasso di interesse al quale sarà accordato il finanziamento che, in alcuni casi, può essere inferiore fino all'80% rispetto a quello di mercato. E' possibile approfondire questi aspetti ed in generale su prestiti a titolari di partita iva Passiamo ora alle difficoltà economiche alle quali può andare incontro un titolare di partita iva.

Prestiti e/o aiuti per titolari di partita iva in difficoltà economica: dobbiamo dividere questo momento in due fasi. Una prima, quando i problemi economici non sono sfociati in una segnalazione in centrale rischi, una seconda quando, invece, lo sono. Allora, è in questa, chiamiamola prima fase, che è necessario un intervento tempestivo: al primo segnala d'allarme, per es. clienti che non pagano, difficoltà nel pagare fornitori o il fisco, ecc., ci si deve rivolgere alla propria associazione di categoria la quale ha una serie di finanziamenti creati proprio per superare questi momenti. Non solo: di solito, queste forme di prestiti sono garantiti da Cofidi qualora l'interessato non ha sufficienti garanzie. Un caso su tutti è quello della Cassa degli Artigiani, che fa dei finanziamenti proprio diretti agli associati che si trovano in difficoltà oggettive, comprovate da documenti (p.e. un grosso cliente non paga!).
Prestiti a protestati con partita iva: in questo caso, la difficoltà è sfociata in una segnalazione che può essere un protesto, un pignoramento od altro: poco importa, in quanto si è comunque dei cattivi pagatori. La conseguenza, purtroppo, dell'aver subito una segnalazione in una banca dati è quella che, prevista a livello istituzionale, nessuna associazione aiuterà il soggetto segnalato tra i protestati e cattivi pagatori. In questi casi, non rimane che affidarsi a quelle forme di credito residue di cui abbiamo già parlato, per es. il prestito cambializzato, ed a cui rinviamo su:
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Prestiti a titolari di partita iva